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CULTURA “DAL BASSO ” (dicembre 2005) Bologna è una città europea che vive di cultura, dove lo sviluppo dei Nuovi Lavori nella Comunicazione e nella Cultura non è legato soltanto all'attività dei soggetti economici più forti e strutturati, è anche dovuto al proliferare di attività diffuse nell'ambito del mondo associativo e cooperativo, dei centri sociali e degli spazi dì autogestione e autoproduzione, delle imprese di fatto, delle istituzioni culturali. Questo tessuto creativo e produttivo, nel suo insieme, introduce innovazione, crea reti, permette cooperazione sociale, diffonde saperi. L'Area Metropolitana di Bologna ha in sé forti potenzialità dì ricerca verso nuovi modelli di organizzazione economica e culturale, verso un innalzamento della qualità dei vivere. Esiste un patrimonio costituito dai tanti che negli anni hanno sviluppato figure autonome e all'avanguardia, attraverso percorsi di formazione e di ricerca individuale per una propria originale offerta professionale. Oltre ai tanti lavoratori dipendenti dalle istituzioni culturali, Bologna può contare su un numero in constante aumento di operatori nei settori della comunicazione, delle nuove tecnologie e del multimediale, delle produzioni immateriali, dei servizi e della formazione, di professionalità diffuse nei campi della musica, del teatro, delle arti visive e dell'editoria. Allo stesso tempo, la nostra provincia rappresenta un bacino di consumo culturale tra i più invidiati in Europa, primo in Italia. Ad una domanda forte e trasversale, caratterizzata certamente dalla fascia giovanile, risponde infatti un' offerta ampia e diversificata, penalizzata però da un mancato riconoscimento nelle risorse e negli investimenti provenienti dal territorio. Perché questo accada, occorre un'iniziativa dal basso che rivendichi la Cultura e la Comunicazione come un settore strategico, una produzione sociale e collettiva di ricchezza, che trovi risposte in un progetto politico complessivo che moltiplichi le opportunità, i servizi, la promozione, le infrastrutture. E' necessario che i soggetti produttivi della città - grandi e piccoli, singoli e associati - trovino le occasioni per far sentire la propria voce nei confronti delle istituzioni locali. Occorre che traducano i propri bisogni e desideri di mobilitazione politica. Una partecipazione plurale e fondata sulle differenze.
Dopo le evoluzioni urbanistiche degli ultimi dieci anni, un movimento per la cultura si deve porre il tema dei contenitori culturali, pretendendo una seria progettualità in materia da parte dell'Amministrazione Comunale, rispondente agli effettivi bisogni di consumo e ad un alta qualità dell'offerta culturale.
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