Esattamente ottant’anni fa Mary Jones, la "Mamma Jones" dei minatori americani, che a più di novant’anni continuava ad agitare i sonni dei Rockfeller e degli altri monopolisti portando in piazza i reietti del "sogno americano", scriveva del proibizionismo Usa di allora, modello per gli esaltati nostrani di oggi : "Il proibizionismo è stato introdotto dagli uomini d’affari per spremere ulteriormente gli operai, coadiuvati da un nugolo di predicatori ed altra marmaglia che si fanno prendere da un colpo quando vedono un lavoratore comprare una bottiglia di birra, ma non si sognano nemmeno di scandalizzarsi quando i lavoratori, le loro donne e i loro bambini soffrono per l’esiguità dei salari e le snervanti ore di lavoro."

"Il proibizionismo ha portato via al lavoratore il suo bicchiere di birra, e gli ha chiuso i saloons, l’unico suo posto di riunione, mentre i ricchi sbevazzano come hanno sempre fatto. Il proibizionismo non li tocca. Loro hanno i club privati che sono sacri e immuni da controlli. Il club del lavoratore invece è la centrale di polizia; è lì che finisce quando sciopera!" In quest’Italia inquinata, nel traffico soffocante, con l’acqua in vendita e l’aria già asfissiata, il divieto del fumo serve solo a non far vedere il disastro di un governo che ci toglie le pensioni, ci nega il lavoro, ci affetta il salario, getta ai pesci gli immigrati, occupa paesi stranieri, rende legge l’arbitrio di ricchi e furbi

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